Pandoro
Il tipico dolce veronese delle festività, conosciuto in tutto il mondo.
Solo lievito naturale vivo, senza lievito di birra. Quasi cinquanta ore di lievitazione per un chilo di dolce che si sfoglia con le mani.
Il tipico dolce veronese delle festività, conosciuto in tutto il mondo.
Il Nadalin è un dolce tipico di Verona, era tradizione regalarlo ai bambini che, con i loro canti, allietavano le strade e le…
5 varianti dallo stesso impasto: di bacco, integrale all'albicocca, gianduia e altre.
Nessun lievito di birra: solo il nostro naturale, rinfrescato ogni giorno da oltre cinquant'anni di lavoro.
Il tempo è l'ingrediente che non si può comprare. La lievitazione lenta rende l'impasto sofficissimo e digeribile.
Il nostro pandoro è stato menzionato da la Repubblica tra i migliori pandori italiani.
Incaricano un pasticcere di corte di inventare un dolce che sia simbolo della grandezza della città. Nasce il Nadalin, a stella a otto punte, che si regalava ai bambini che cantavano per le strade nei giorni di festa.
Da quella ricetta nasce il pandoro. Il nome viene dal «pan de oro» che si serviva sulle tavole dei ricchi veneziani: un pane dolce così biondo da sembrare dorato.
Farlo qui non è un dettaglio di marketing: è la ragione per cui il laboratorio ha continuato a farlo nello stesso modo anche quando è diventato più veloce farlo in un altro.
Esperienza, attenzione e soprattutto tempo.
Negli anni una parte sempre più importante della nostra identità si è legata ai grandi lievitati artigianali e alla cultura del lievito madre da rinfresco. È il cuore dei nostri pandori: lavorazioni lunghe, materie prime selezionate e una costante ricerca dell'equilibrio tra profumo, consistenza e gusto.
Il nostro pandoro è fatto senza conservanti né emulsionanti: a fare la differenza sono la qualità degli ingredienti, il lievito madre e il sapere artigianale.
Si taglia in orizzontale, partendo dal basso: si ottengono fette a forma di stella, tutte con la stessa quantità di crosta e mollica.
Va servito com'è, mai freddo di frigorifero: il burro rappreso spegne il profumo. Se la casa è fredda, mezz'ora vicino a una fonte di calore basta.
Si richiude nella sua busta, stretta bene. È l'aria a seccarlo, non il tempo: la data di scadenza è stampata sulla confezione.
Il tempo e il lievito. Il nostro nasce da solo lievito naturale vivo, senza lievito di birra, con quasi cinquanta ore di lievitazione: è quello che gli dà la morbidezza e il profumo che si sentono al taglio. Un impasto accelerato arriva prima, ma è un altro dolce.
Il Nadalin è l'antenato: dolce tipico di Verona, a forma di stella a otto punte, più basso e più burroso. Dalla sua ricetta, sul finire dell'Ottocento, è nato il pandoro.
Sì. Il pandoro viaggia bene: è un lievitato secco, non teme il trasporto come una torta fresca. La preparazione richiede in media dai 2 ai 7 giorni; dai 15 ai 20 per i prodotti personalizzati o su prenotazione.
Prima possibile. La produzione artigianale non si moltiplica a dicembre: le quantità sono quelle che il laboratorio riesce a fare, e sotto Natale le richieste superano sempre le teglie.
Sì, in Viale Olimpia 6, 37057 San Giovanni Lupatoto (VR). Alla cassa si sceglie il ritiro e non si pagano spese di spedizione.
Spedizione in tutta Italia. Gratuita sopra i 90 €. La preparazione richiede in media dai 2 ai 7 giorni; dai 15 ai 20 per i prodotti personalizzati o su prenotazione. Oppure lo ritiri in negozio, in Viale Olimpia 6, 37057 San Giovanni Lupatoto (VR).
Prenota il pandoroSedici lievitati con solo lievito madre vivo: panettoni, pandori, Nadalin e Veneziane. Prime consegne dal 10 novembre.
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